

Mario Giacomelli:
"Fin dal primo rullino mi sono accorto che il mezzo meccanico non conta niente, perché sono sempre riuscito a far fare alla macchina fotografica quello che volevo". La vigilia di Natale del 1953 Giacomelli acquista la sua prima macchina fotografica, una Comet Bencini, per 800 lire e il giorno seguente è già alla spiaggia dove, inquadrando il movimento delle onde, scatta la sua prima fotografia, L'approdo. Comprende subito che la fotocamera non è semplicemente uno strumento per la ripresa della realtà, ma soprattutto un mezzo espressivo.
E' con questa premessa che ricordando il grande Giacomelli,mi ritrovo anche io in spiaggia,un delicato e mite pomeriggio di novembre,una lieve risacca risveglia in me il suo ricordo.L'approdo,la prima immagine di Giacomelli...questo autore che si ritrova in quel mondo indefinito che lega ed insieme stacca la terra dal mare,un limbo che all'improvviso gli risveglia l'istinto creativo.Ed io mi guardo e capisco che è da quella parte che devo cercare,cercare il "mio" approdo,lasciare un pò le mie dolci colline,la solida e sicura roccia,mio rifugio,ma anche chiusura e nascondiglio e cercare in questo vago universo fuggevole,apparente,fluttuante e mai uguale a se stesso, nuovi orizzonti cognitivi,nuove forze;cercare "oltre",oltre i miei limiti,oltre le mie paure,oltre la propria coscienza e svegliarmi un giorno arricchito e con gli occhi,il cuore e la mente pronti a nuovi viaggi!