
Lo specchio
pubblicata da Salvatore Vasta il giorno mercoledì 5 gennaio 2011 alle ore 11.21
“... E sapete chi c’era lì ? Io. Riflesso in uno specchio. Insomma vidi soltanto la mia immagine. Ecco cosa mi aveva spaventato. Un grande specchio in cui ci si poteva vedere per intero. Tirai una boccata alla sigaretta che avevo acceso, guardando la mia figura riflessa, ma mi accorsi di qualcosa di strano. La persona riflessa nello specchio non ero io. Nell’aspetto era identica a me . Eppure non ero io, assolutamente. A dire la verità ero io, ma un io diverso. Quale non avrei dovuto essere. Però, guardandolo, compresi una cosa: quello lì mi odiava profondamente, dal profondo del cuore. Un odio grande come un iceberg che galleggi su un mare buio. -Forte come il tifone che urlava fuori dalle finestre-. Un’odio che nessuno avrebbe mai potuto placare. Io e quello lì ci osservavamo l’un l’altro. Ero paralizzato. Alla fine la sua mano si mosse. Le dita della sua mano destra si avvicinarono lentamente al mento. Poi poco per volta salirono a percorrere tutta la faccia, come insetti. Mi accorsi di stare facendo la stesa cosa. Come se fossi io l’immagine di quel tipo nello specchio. E che lui cercasse di controllarmi. A quel punto Urlai. Mi misi a correre senza voltarmi, entrai di volata nella mia stanza, chiusi la porta a chiave e mi cacciai sotto le coperte. All’alba il tifone si era già allontanato. Andai allora a controllare, ma non c’era nessuno specchio. Non era mai esistito. Non c’era mai stato uno specchio sul muro.Ciò che voglio dire è che quella volta non vidi uno spettro. Ero semplicemente io. Ma ancora non riesco a dimenticare il terrore provato quella notte. E mi sono convinto di una cosa: Non c’è nulla al mondo che l’essere umano debba temere più di se stesso. Voi non lo pensate?
Liberamente tratto dal racconto Lo specchio
si Murakami Haruchi
Einaudi “I salici ciechi e La donna addormentata” 2010
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